I funerali di Lucio Magri, Recanati 3 12 2011

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il noto politico ha scelto di morire in Svizzera

Recanati
Da oggi Lucio Magri, 79 anni, figura storica della sinistra italiana e fondatore nel 1969 del Manifesto, riposerà accanto alla sua cara Mara, la moglie stroncata da un tumore all’età di 63 anni e sepolta nella parte vecchia del cimitero di Recanati. Un grande amore che gli aveva lasciato un vuoto incolmabile. Magri, dopo la sua morte, confidava spesso agli amici che senza di lei non riusciva a vivere. Mara Caltagirone era nata nel 1946 a Macerata e quando  si spense a Roma, il 23 gennaio del 2009, venne trasportata nella sua città natale e  tumulata in un loculo del civico cimitero. Ma Magri non era soddisfatto di quella sistemazione e cominciò ad interessarsi per trovare una tomba a Recanati, cittadina che entrambi amavano. Così, grazie anche all’aiuto del suo amico Carlo Latini, riuscì ad acquistare, per la somma di 12.000 euro e per la durata di 99 anni, una piccola area nella zona del vecchio cimitero cittadino, in un angolo suggestivo ed appartato. Fece costruire una tomba per due sapendo che presto l’avrebbe raggiunta. E così è stato. Pochi giorni fa si è recato in Svizzera dove la pratica del suicidio assistito è legale. Non era la prima volta che Magri faceva quel viaggio ma, forse non convinto sino in fondo, era sempre ritornato indietro. Venerdì, però, era partito deciso, sereno e determinato a porre fine alla sua esistenza. Si è spento nel pomeriggio di ieri e subito la notizia si è diffusa negli ambienti della cultura e della politica. Il carro funebre andrà a prelevarlo in Svizzera per trasportarlo a Recanati dove oggi verrà sepolto, non si sa con quale modalità ma scuramente ad accogliere la salma ci saranno gli amici e i familiari più cari e personalità del mondo della cultura e della politica. Carlo Latini si sentiva spesso con il suo amico Lucio Magri e ricorda con quale sofferenza fisica e morale scrisse il suo ultimo libro “Il sarto di Ulm”, una possibile storia del PCI” che racconta la storia del partito comunista dalla sua nascita, nel 1921, sino alla fine decretata nel 1991 con la famosa svolta della Bolognina. La storia di un fallimento di una esperienza che non significava, però, per Magri la rinuncia a tentare di realizzare quell’ideale. “Scritto il libro, ci confessa Latini, Magrì si isolò completamente da tutto e da tutti non provando più alcun stimolo intellettuale. Sono certo, conoscendo Lucio, che dietro la decisone di morire ci sia un grande gesto di amore per la sua Mara”.

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