Con quale coraggio?

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Michele Bianchi – Capogruppo “Porto Recanati Città Mia”

Vi è mai capitato di essere incolpevoli testimoni di una colossale
menzogna? Vi è mai accaduto di avere tutti gli strumenti per sbugiardare
nella maniera più ineluttabile una dichiarazione spudoratamente
mendace?
Che cosa fareste?


Sono questi gli interrogativi che mi sono posto ieri, dopo aver letto
le dichiarazioni del Sindaco sulla vicenda della richiesta di accesso
agli atti sul Concorso della APPR.


In qualsiasi altra occasione, l’amore della verità e un carattere non
certo remissivo, mi avrebbero spinto in questa giornata, ad impugnare la
spada della Giustizia, per fendere colpi fatali alla falsità.


Poi però accadono episodi drammatici, che ti feriscono ben più
profondamente di una querelle politica e allora decidi di usare maggiore
moderazione.
Caro Sindaco mi permetterà di replicare a quelle pretestuose
dichiarazioni che, nel più assurdo carattere contraddittorio, sollevano
imbarazzanti dubbi, sull’autenticità delle stesse.


Tralasciando il titolo del Corriere Adriatico, che racconta
dell’avvenuta trasmissione dei documenti richiesti, quando poi
nell’articolo si dice che questi documenti si devono ancora consegnare,
le vorrei chiedere preventivamente, quali siano state le dichiarazioni
imprudenti e offensive da me proferite.
Imprudenti, semmai mi dovessi giustificare, non lo sarebbero,
soprattutto alla luce dei limiti all’ostensibilità degli atti
amministrativi. Forse gli avvocati e i consulenti interpellati, non vi
hanno fatto chiarezza su questo dato, altrimenti evitereste la
temerarietà (il termine usato è quantomai puntuale) di certe
affermazioni.


Offensive, proprio non riesco a comprenderlo.
L’unica offesa, in questa triste vicenda, è stata mossa contro la
Pubblica Amministrazione; contro il dovere di trasparenza e imparzialità
della stessa.
E’ stato vilipeso il legittimo diritto di un Consigliere Comunale, ad
avere accesso agli atti pubblici. Solo per questo, oggi dovreste
scusarvi!
Non con il sottoscritto, ma con tutta la cittadinanza!
La postuma e quantomai tardiva arrampicata sugli specchi, di una
presunta valutazione prudenziale dei dettati normativi, lascia il tempo
che trova.
Caro Sindaco, ad Ancona si dice: “e mica fo’ el stagni’”!


L’art. 5 del D.Lgs. 33/2013, disciplina il c.d. “accesso civico”,
ovvero l’obbligo previsto dalla normativa vigente in capo alle pubbliche
amministrazioni di pubblicare documenti, informazioni o dati che
comportano il diritto di chiunque di richiedere i medesimi, nei casi in
cui sia stata omessa la loro pubblicazione.


“E che c’azzecca?” direbbe Di Pietro.
Anche qui, si faccia spiegare dagli avvocati e consulenti interpellati
dalla APPR e dall’Amministrazione, la differenza tra il suddetto dettato
normativo e l’art. 43 co.2 TUEL, che riguarda specificamente, i diritti
in capo ai consiglieri comunali, sull’accesso agli atti pubblici.
Tra l’altro nel delirio giurisprudenziale, mi era stato detto da un
consulente della APPR, di cui per pudore non riferisco il nome, che la
normativa di riferimento fosse il D. Lgs. 175/2016.


Nella tombola legislativa chiamata in causa, nessuno ha voluto
considerare il fatto che le richieste da me formulate in data 12
novembre (prot. n. 34623) e 17 dicembre 2019 (prot. 39149), fossero
entrambe legittime.


Lei dice che la Commissione esaminatrice, non ha mai replicato al sottoscritto.
Vorrei ben dire, con quale diritto lo avrebbe fatto? Il Presidente
Dezi, più volte contattato in quei giorni, tuttavia mi ha invitato a
prendere contatti telefonici direttamente con la Presidente della
Commissione, per avere contezza del diniego all’accesso.
Telefonata fatta, ma ovviamente nessuno ha risposto.


Lei Sindaco, ma anche il Segretario Comunale, avete sempre dichiarato
di aver sollecitato la Presidenza della APPR a riscontrare positivamente
la mia richiesta, è vero e ne prendo atto; rimane tuttavia una
conclusione ineludibile della vicenda:ci sono voluti più di 2 mesi,
perché quel famoso documento relativo alla commisurazione del punteggio
ottenuto dai candidati sulla base dei titoli in possesso fosse inoltrato
(tra l’altro nel momento in cui scrivo questa nota, non ne sono ancora
in possesso, ma pare che in giornata mi sarà fornito).
La mia attesa ha un termine preciso e forse lo sapete anche voi!


Caro Sindaco, non crederà di potersi fare beffe del sottoscritto, o
della cittadinanza, sostenendo che nessuno è stato assunto in virtù di
quella graduatoria?
Lo sa benissimo anche lei che dal 1 gennaio 2019, le graduatorie
pubbliche restano in vigore per un triennio. Vuoi che non salti fuori un
ruolo da assegnare in base alla stessa?


Ma dai, vuole davvero offendere la nostra intelligenza, nel modo più patetico possibile?
Concludo questa mia riflessione con una considerazione. E’ mai
possibile che un Sindaco, decida di assecondare una richiesta di un
Consigliere Comunale, a mezzo comunicazione via stampa? Non esiste più
il canale istituzionalmente formalizzato della PEC? Oppure in via più
confidenziale, non avrebbe potuto anticipare la cosa, mediante
ragguaglio la sera della manifestazione in memoria di Giulio Regeni,
alla quale entrambi abbiamo partecipato?
Meglio di no vero? Meglio un articolo da far pubblicare di domenica,
notoriamente giorno che registra maggiori vendite e consultazioni dei
quotidiani.
Si tenga pure le vetrine mediatiche, ma sappia, l’assurdo oscurantismo
compiuto su questa vicenda, se ce ne fosse bisogno, mi ha solleticato la
voglia di andare a far luce su tante altre questioni.


Qualcosa sta già vendendo fuori…e siamo solo all’inizio!

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