la storia dell’inquinamento del laghetto Volpini a Porto Recanati

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Quando i problemi non si risolvono ritornano sempre inevitabilmente a galla. È il caso del laghetto Volpini
che due anni fa fu al centro delle cronache cittadine per
un’impressionante moria di pesci dovuta, molto probabilmente,
all’inquinamento delle sue acque.

La cosa paradossale è che, malgrado le analisi e i prelievi
effettuati, non si è riusciti mai a risalire alle reali cause della
morte di tutti quei pesci. Misteri che ci portiamo dietro e che
rappresentano un po’ lo specchio del degrado e dell’incuria
dell’ambiente.

Ora a distanza di due anni un cittadino portorecanatese, Riccardo Agostinelli, ritorna a denunciare lo stato di inquinamento del laghetto.

Da cosa è dovuto? È verosimile che la causa, a distanza di due anni,
non sia cambiata e che dipenda dallo sversamento di liquidi fetidi lungo
il fossato della Vena che finiscono poi nel laghetto Volpini.

«Arriva dall’Hotel House e bisogna intervenire», afferma Agostinelli.

Ci siamo recati sul posto e con l’aiuto di Agostinelli e di altri cittadini, nonché del consigliere del Movimento 5 Stelle Sauro Pigini,
abbiamo ricostruito il percorso del fosso della Vena , della sua
deviazione, fatta anni addietro, e possibile confluenza in esso di
liquami provenienti dall’Hotel House.

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About The Author

Asterio Tubaldi Asterio Tubaldi, giornalista e pubblicista dal 1985, è direttore di Radioerre Recanati e collaborato con diverse testate giornalistiche tra cui Corriere Adriatico, Il Messaggero e Il Resto del Carlino.

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