Recanati: in un grave stato di degrado la tomba dei fratelli Leoni nel cimitero cittadino

Cade letteralmente a pezzi la tomba dei fratelli Leoni, posta a fianco del sacrario dei caduti, all’ingresso del vecchio cimitero cittadino. Gli affreschi interni sono ormai andati tutti perduti, parte del tetto è già crollata tanto che la zona vicina è stata transennata dal Comune per evitare problemi.

Al suo interno le spoglie, in tre grandi sarcofagi, dei tre fratelli Leoni: Remigio, Anastasio e Leone che nel loro atto testamentario, non avendo eredi diretti, hanno donato la tomba all’allora Congregazione di Carità. La famiglia Leoni era un’istituzione nella fine dell’ottocento nella cittadina leopardiana. La loro abitazione, poi trasformata con la loro morte nella sede dell’ex Enel, ospitò il poeta Giosuè Carducci nel 1898 nel suo breve soggiorno a Recanati quando venne ad inaugurare l’Aula Magna del nuovo Palazzo Comunale dove tenne la prolusione in onore del poeta Giacomo Leopardi. Tanto che la via, dove sorgeva la casa Leoni, venne intitolata negli anni successivi proprio a Carducci.

Ora per la tomba si dovrà decidere che fare: se venderla all’asta al migliore offerte, che si dovrà impegnare anche a salvaguardare quel che resta dei suoi precedenti proprietari o rimetterla a nuovo con fondi pubblici  e utilizzarla magari a luogo per l’eterno riposo di qualche benefattore della città quale segno di riconoscenza.

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Asterio Tubaldi Asterio Tubaldi, giornalista e pubblicista dal 1985, è direttore di Radioerre Recanati e collaborato con diverse testate giornalistiche tra cui Corriere Adriatico, Il Messaggero e Il Resto del Carlino.

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